Arazzi


Il Museo Antico Tesoro della Santa Casa custodisce una pregevole collezione di dieci Arazzi fiamminghi tramati in lana, fili di seta policroma, oro, argento. Nove di essi sono stati tessuti a Bruxelles da Enrico Mattens nel 1620-1624 su cartoni o copie di cartoni di Raffaello e ispirati ai testi biblici del Nuovo Testamento. Sono stati donati al Santuario di Loreto dal nobile genovese Giovanni Battista di Niccolò Pallavicino nel 1667.

I soggetti rappresentati  sono trattati con maggiore  libertà rispetto al modello raffaellesco e con più dovizia di particolari, secondo un tipico gusto fiammingo. Firmati con le sigle sovrapposte H(einrich) M(attens) recano, nei bordi laterali, le figure delle quattro Virtù cardinali e nello zoccolo delle tre Virtù teologali.

L’arazzo che raffigura la Madonna con il Bambino, San Giovannino e Sant’Elisabetta, detto anche della Madonna del Divino Amore, faceva parte di una serie di arazzi, ora dispersa, raffiguranti episodi della vita della Vergine, realizzati su commissione del vescovo di Liegi Erard de la Mark (+ 1538), sempre su modello raffaellesco. E’ dono, nel 1723, del cardinale Pietro Ottoboni, pronipote di papa Alessandro VIII.

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