Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio


Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio
Pomarance (Pisa) 1552 – Roma 1626

Il ciclo degli affreschi per la cupola della Basilica fu eseguito da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio tra il 1610 e il 1614.  L’artista dipinse sopra gli archi minori i quattro evangelisti e  figure di angeli negli archi più grandi, nel tamburo otto ritratti dei dottori della chiesa greca, sedici putti che reggono stemmi papali e cardinalizi e infine, nella volta, una “gloria di angeli” calata nell’ampio invaso. 
Alla fine dell’Ottocento si constatò che, per la loro conservazione, erano necessari lavori di restauro, per i quali fu chiamato Cesare Maccari (1840– 1919). Verificata l’impossibilità di preservare i dipinti in loco, tra il 1888 ed il 1891 essi furono staccati da Ottaviano  Ottaviani e riportati su tela.
Le tre gigantesche figure degli Evangelisti San Marco, San Luca e San Giovanni, che ornano le pareti della cosiddetta “Sala Evangelisti” del Museo-Antico Tesoro della Santa Casa, sono porzioni di affreschi staccati dalla Cupola, così l’Angelo, residuo della perduta figura del San Matteo e l’immagine muliebre, a mezza figura, che simboleggia la Fede.
Nel Museo della Santa Casa si trova anche esposta la tela raffigurante San Carlo Borromeo genuflesso davanti al crocefisso, che il pittore eseguì nel 1614 per l’omonima Cappella laterale della Basilica, ora dedicata ai Santi Ignazio da Loyola e Filippo Neri.

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