Tradizione taumaturgica lauretana


Tradizione taumaturgica lauretana
Ciotole e campanelli


La tradizione taumaturgica lauretana ha origine da quella devota ed è costituita da una serie di eventi miracolosi che sono attribuiti all’intercessione della Vergine di Loreto. 

La richiesta dell’intervento della Vergine è  spesso mediata da una reliquia proveniente dalla santa cappella o dalla stessa immagine della Madre di Dio, come un lembo di velo ritagliato dal manto della Madonna, che veniva distribuito ai fedeli per essere preservati da epidemie contagiose, un frammento di calce o di mattoni delle pareti o addirittura la  polvere prelevata dalle mura del sacello mariano.

Proprietà  curative  erano  infatti attribuite alla polvere,  che veniva raccolta nella notte del giovedì santo con un apposito pennacchio, alla presenza dei custodi della santa cappella. Passata al setaccio, era raccolta nella scodella venerata  all’interno della stessa cappella e ritenuta appartenente alla Santa Famiglia di Gesù, benedetta  e distribuita: una parte andava  ai vasai, che la impastavano con l’argilla per modellare particolari ciotole devozionali destinate ai fedeli e agli ammalati, decorate all’interno con l’immagine del sacello mariano o della Vergine e recanti la scritta “Con polvere della Santa Casa”; l’altra, invece, era consegnata in dosi di pochi grammi entro piccoli  involucri di carta, detti “cartine”, precedentemente stampati con un’immagine della Vergine e del sacello lauretano. La collezione esposta  al Museo- Antico Tesoro della Santa Casa è composta non solo di varie ciotole ma anche di piattini, di una targa devozionale e di un piccolo boccale con beccuccio, tutti recanti la scritta “Con polvere della Santa Casa”.

Degni di nota sono anche i campanelli votivi, di diversa grandezza, i più antichi modellati in ottone, poi in bronzo che, usciti dalla fabbrica, venivano "sacralizzati", tenendoli a contatto con le pareti della santa cappella e con la sacra scodella venerata all’interno, e autenticati con il nastro ed il sigillo della Custodia della Santa. I fedeli acquistavano i campanelli ornati dell'immagine devota e usavano suonarli per allontanare da sé e dai propri cari calamità naturali quali  temporali,  fulmini e terremoti. Le campanelle in bronzo esposte, di grandi dimensioni, erano dette "bronzine" e venivano legate al collo delle mucche per tenere lontani gli spiriti malefici.

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